Parole di libertà

Il 25 aprile del 1945 le insurrezioni partigiane pongono fine, alcuni giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate, all’occupazione nazifascista di Milano e Torino, liberate dopo Bologna e prima di Genova e Venezia. Entro il 1º maggio, tutta l’Italia settentrionale sarà libera: è la fine della dittatura mussoliniana, della Seconda guerra mondiale, della guerra civile. Ed è nel 70° anniversario di quell’evento che nasce questa piccola opera muraria che nel suo piccolo rappresenta l’inizio del progetto Or. Me – ortica memoria. Un progetto che vuole raccontare la storia attraverso immagini parole scritte sui muri.

Rappresentare il passato del nostro paese, l’Italia, della nostra città, Milano e del nostro quartiere, l’Ortica. Un percorso che muove dall’astratto al concreto creando simboli e immagini che raccontano la storia partendo dal particolare ma aprendosi all’infinito. Il primo murale parte dalle parole del presidente partigiano Sandro Pertini: “Io credo in voi giovani. Se non credessi in voi dovrei disperare dell’avvenire della Patria, perché non siamo più noi che rappresentiamo l’avvenire della Patria, siete voi giovani che con la vostra libertà, con il vostro entusiasmo lo rappresentate. Non badate ai miei capelli bianchi, ascoltate il mio animo che è giovane come il vostro. Voi non avete bisogno di prediche, voi avete bisogno di esempi, esempi di onestà, di coerenza e di altruismo. La classe politica non deve fare prediche ai giovani, deve dare questi esempi se vogliamo che i giovani credano in noi”.

“Finché ci animerà un alito di vita noi anziani staremo al vostro fianco per abbattere gli ostacoli che sono sul vostro cammino, onde voi possiate percorrerlo con passo sicuro e spedito. Staremo al vostro fianco per batterci con voi. Ed a voi oggi noi consegniamo la bandiera della Resistenza. Consegniamo a voi il patrimonio politico-morale della Resistenza, perché lo difendiate, perché possiate trarre da questo patrimonio le norme per la vostra vita e i principi per la vostra lotta politica, purché sia una lotta democratica, combattuta sul terreno della democrazia.” In queste parole c’è tutto il murale, la scelta di farlo dipingere ai giovani, di far scegliere a loro quelle parole che secondo loro rappresentano di più gli ideali di libertà e democrazia insiti nella resistenza.

Parole che ogni passante può leggere e far proprie, parole che diano il significato profondo di tutto il progetto: questo murale è l’incipit del progetto ma ne è anche chiave di lettura programmatica.

“I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo.”
(Wittgenstein 1920)