Allo sport

Mens  sana in corpore sano, così recitavano gli antichi romani.

Come testimonia questo adagio lo sport è sempre stato importante nella nostra penisola. E Milano non è da meno. Tanto che le sue squadre di calcio, sport tra i più seguiti e aspetto importante della cultura italica, sono da sempre stati ai vertici delle classifiche tanto che lo stadio San Siro viene denominato la “Scala” del calcio.

E proprio da lì parte questo murale omaggiando le squadre simbolo della città e rappresentando due delle loro bandiere: Mazzola e Rivera.In omaggio anche alla struttura che ospita questa opera muraria: il piccolo stadio Scarioni, che dal 1926 ha sede proprio nel quartiere Ortica.

Ma non solo di calcio si voleva parlare: si è tentato di omaggiare quanti più sport possibili: l’atletica, simbolo di determinazione e fatica, il nuoto, il tennis, il pugilato, il ciclismo, la ginnastica artistica, lo sci.

Nello scegliere i campioni rappresentati nel murale si è cercato anche di privilegiare quegli sportivi che con la loro vita non hanno solo dato lustro allo sport per cui hanno faticato ma hanno cercato anche di dare testimonianza del valore civile che lo sport può avere in una società sana diventando promotori di battaglie sociali importanti.

Infine, nascosto tra le pieghe del murale c’è un piccolo omaggio al nostro quartiere, citando con Coppi la bicicletta che è stata spesso la sua compagna, quella Bianchi che è nata da Edoardo Bianchi, illustre ospite di quel collegio Martinitt che nell’ultimo periodo della sua storia, proprio in Ortica ha trovato dimora.

Giovanni Rivera (Alessandria, 18 agosto 1943)

Detto Gianni, è un politico ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, campione europeo nel 1968 e vice-campione mondiale nel 1970 con la nazionale italiana. Primo Pallone d’oro italiano non oriundo nel 1969, è considerato uno dei migliori giocatori italiani di sempre.

Esordì in Serie A a quindici anni con la maglia dell’Alessandria; col Milan, nel quale militò per diciannove stagioni (dodici da capitano), fu tre volte campione italiano, due volte europeo e una volta intercontinentale. 11º per numero di presenze in Serie A (527), con 128 reti è il centrocampista più prolifico nella storia della massima serie. Nel 2010 fu chiamato dal presidente Giancarlo Abete come presidente del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC. In questo ruolo introdusse l’autoarbitraggio nelle partite dei Pulcini[, con l’«idea di insegnare già ai bambini il rispetto delle regole». Fu Sottosegretario alla Difesa per i governi Prodi I, D’Alema I e II e Amato II.

Alessandro Mazzola (Torino, 8 novembre 1942)

Detto Sandro è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista e attaccante. Campione europeo nel 1968 e vicecampione mondiale nel 1970.

Considerato uno dei migliori calciatori italiani di sempre, figlio di Valentino, ha legato il proprio nome a quello dell’Inter, con la quale ha giocato dal 1960 al 1977 collezionando in totale 565 presenze e 158 reti. Con la maglia nerazzurra ha vinto quattro campionati nazionali, ma soprattutto due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Dell’Inter è stato anche capitano per sette stagioni (dal 1970 al 1977) succedendo a Mario Corso.


 Pietro Mennea (Barletta, 28 giugno 1952 – Roma, 21 marzo 2013).

È stato un velocista, politico e saggista italiano.

Campione olimpico dei 200 metri piani a Mosca 1980, è stato il primatista mondiale della specialità dal 1979 al 1996 con il tempo di 19″72 che, tuttora, costituisce il record europeo. Detiene inoltre il record italiano dei 100 metri piani, con il tempo di 10″01. Soprannominato Freccia del Sud, è l’unico duecentista della storia che si sia qualificato per quattro finali olimpiche consecutive (dal 1972 al 1984). In virtù della sua carriera sportiva è stato insignito dell’ordine olimpico nel 1997. Laureatosi quattro volte, dopo la carriera atletica svolse attività politica e scrisse molti saggi su vari argomenti, esercitando le professioni di avvocato e commercialista.

Gino Bartali (Ponte a Ema, 18 luglio 1914 – Firenze, 5 maggio 2000)

Bartali è stato un ciclista su strada e dirigente sportivo italiano.

Professionista dal 1934 al 1954, vinse tre Giri d’Italia (1936, 1937, 1946) e due Tour de France (1938, 1948), oltre a numerose altre corse tra gli anni trenta e cinquanta, tra le quali spiccano quattro Milano-Sanremo e tre Giri di Lombardia. In particolare, la sua vittoria al Tour de France 1948 a detta di molti contribuì ad allentare il clima di tensione sociale in Italia dopo l’attentato a Palmiro Togliatti. Nel 2013 è stato dichiarato Giusto tra le nazioni per la sua attività a favore degli Ebrei durante la Seconda guerra mondiale.

Grazie alle sue vittorie è inserito nella classifica della Cycling Hall of Fame ed è il secondo degli italiani dopo il rivale Fausto Coppi

«Il bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca.»

Angelo Fausto Coppi (Castellania, 15 settembre 1919 – Tortona, 2 gennaio 1960)

Coppi è stato un ciclista su strada e pistard italiano.

Soprannominato “il Campionissimo” o “l’Airone”, fu il corridore più famoso e vincente dell’epoca d’oro del ciclismo ed è considerato uno dei più grandi e popolari atleti di tutti i tempi. Professionista dal 1939 al 1959, s’impose sia nelle più importanti corse a tappe sia nelle maggiori classiche di un giorno. Vinse cinque volte il Giro d’Italia (1940, 1947, 1949, 1952 e 1953), un record condiviso con Binda e Merckx, e due volte il Tour de France (1949 e 1952), diventando anche il primo ciclista a conquistare le due competizioni nello stesso anno. Divenne campione del mondo professionisti nel 1953. Primeggiò anche nel ciclismo su pista: fu campione del mondo d’inseguimento nel 1947 e nel 1949 e primatista dell’ora (con 45,798 km) dal 1942 al 1956.

Sara Simeoni (Rivoli Veronese, 19 aprile 1953)

È un’ex altista italiana.

Campionessa olimpica e medaglia d’oro alle XXII Olimpiadi di Mosca nel 1980, è stata primatista del mondo con la misura di 2,01 metri stabilita due volte nel 1978, anno in cui vinse il campionato europeo. Ha vinto inoltre due medaglie d’oro alle Universiadi, altrettante ai Giochi del Mediterraneo e quattro titoli di campionessa europea indoor. Quattordici volte campionessa italiana, ha detenuto il primato italiano per 36 anni dal 12 agosto 1971 all’8 giugno 2007.

Novella Calligaris (Padova, 27 dicembre 1954)

È un’ex nuotatrice e giornalista italiana.

È stata la prima fra gli atleti italiani a vincere una medaglia olimpica nel nuoto e a stabilire un primato mondiale, negli 800 m stile libero. Dopo la carriera sportiva ha collaborato con i più importanti quotidiani italiani tra cui il Corriere della Sera dove ha esordito nel 1975. Dal 1976 collabora con la Rai come giornalista. Oggi, in particolare per RaiNews24 si occupa da specialista di grandi eventi sportivi e di varie rubriche di cultura e politica sportiva. Nelle elezioni politiche del 1994 si è candidata alla Camera dei deputati nelle liste proporzionali della Liguria per il Patto Segni senza tuttavia risultare eletta.

Deborah Compagnoni (Bormio, 4 giugno 1970)

È un’ex sciatrice alpina italiana, prima atleta ad aver vinto una medaglia d’oro in tre diverse edizioni dei Giochi olimpici invernali nella storia dello sci alpino.

Nonostante due gravi infortuni ai legamenti crociati è stata la più vittoriosa sciatrice italiana di tutti i tempi. La valtellinese ha dominato la scena agonistica internazionale, in particolare in slalom gigante dove tra il 1994 e il 1998 ha conquistato tutti gli ori disponibili tra Olimpiadi e Mondiali. La sua carriera in Coppa del Mondo le ha fruttato sedici vittorie in singole gare (tredici in slalom gigante, due in supergigante e una in slalom speciale) e una Coppa del Mondo di slalom gigante nel 1997. Il 14 ottobre 2002 con alcuni amici fondò a Bormio l’associazione filantropica Sciare per la vita, dedicata alla lotta contro la leucemia.

Nadia Elena Comăneci (Onești, 12 novembre 1961)

È un’ex ginnasta rumena vincitrice per la Romania di cinque medaglie d’oro ai Giochi olimpici, dove è stata la prima atleta a conseguire il punteggio di 10 nella sua specialità: le parallele asimmetriche.

Nadia Comăneci è l’unica atleta ad aver ricevuto l’Ordine olimpico per ben due volte (1984, 2004), nonché l’atleta più giovane a essere stata insignita di questa onorificenza. Fuggì dalla Romania la notte del 27 novembre 1989, a piedi, camminando per 6 ore attraversando il confine con l’Ungheria dove c’era il suo amico Costantin Panait pronto ad attenderla con l’automobile. Nel 1999 Comăneci divenne la prima atleta invitata a parlare alle Nazioni Unite per lanciare l’Anno internazionale dei volontari. È impegnata nella ginnastica ed in attività di beneficenza.

Martina Navrátilová (Řevnice, 26 ottobre 1956)

È un’allenatrice di tennis ed ex tennista statunitense con cittadinanza ceca dal 9 gennaio 2008.

Ha vinto 59 prove del Grande Slam (18 in singolare, 31 in doppio e 10 in doppio misto), l’ultima delle quali il doppio misto degli US Open nel 2006 all’età di quasi 50 anni. È l’unica persona al mondo ad aver vinto, in tutte le specialità esistenti, tutti i tornei del Grande Slam e la WTA Championships, oltre alla Fed Cup. Nel 1975 la diciottenne Navrátilová si recò negli uffici dell’Immigration and Naturalization Service di New York, informandoli che intendeva defezionare. Nel giro di un mese ottenne una Green Card. Si trasferì negli Stati Uniti, di cui divenne cittadina nel 1981, e poco dopo decise di rivelare il suo orientamento sessuale. La Navrátilová divenne una delle prime stelle dello sport ad annunciare di essere lesbica. È impegnata in varie opere di beneficenza a favore degli animali, dei bambini poveri e dei diritti dei gay.

Wilma Glodean Rudolph (Clarksville, 23 giugno 1940 – Brentwood, 12 novembre 1994).

È stata una velocista statunitense, vincitrice di 3 medaglie d’oro olimpiche a Roma 1960.

La sua storia commosse il mondo perché da bambina era stata colpita da poliomielite. Era la ventesima di ventidue figli di una povera famiglia nera del Tennessee. Era ancora piccola quando fu colpita da poliomielite, e rischiò di rimanere zoppa alla gamba sinistra. Per anni fu costretta a portare un apparecchio correttivo, e ad andare due volte alla settimana all’ospedale per fare le terapie, nonostante l’ospedale riservato ai neri si trovasse ad ottanta chilometri dal paese in cui abitava. Tanta dedizione fu ripagata, e a dodici anni Wilma Rudolph poteva di nuovo camminare normalmente. Poté finalmente dedicarsi allo sport. Iniziò a giocare a pallacanestro a scuola, ma fu notata da un allenatore di atletica, che l’avviò alla velocità.

Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942 – Scottsdale, 3 giugno 2016)

È stato un pugile statunitense. Sin dagli inizi di carriera, Ali si contraddistinse come una figura carismatica, controversa e polarizzante sia dentro che fuori dal ring di pugilato. Vinse l’oro Olimpico ai Giochi di Roma nel 1960 e nel 1964, all’età di 22 anni, conquistò il titolo mondiale dei pesi massimi. Successivamente si unì alla setta afroamericana Nation of Islam (NOI) di Elijah Muhammad, cambiando legalmente il suo nome in Muhammad Ali e promuovendo inizialmente il concetto di separatismo nero poi lasciò il Noi promuovendo l’integrazione. Nel 1967, tre anni dopo la conquista del campionato mondiale, Alì si rifiutò di combattere nella Guerra del Vietnam per via della sua religione e della sua opposizione al conflitto. Scoperto di avere il Parkinson nel 1998, Alì cominciò a collaborare con l’attore Michael J. Fox, per aumentare la consapevolezza nella gente e per aiutare la ricerca di fondi per la malattia.