La musica torna nei cantieri degli Orticanoodles. Ma niente più cabaret e ligera degli anni Sessanta: questa volta il collettivo milanese racconta un’altra musica popolare, quella del rap e della trap anni Duemila.

Perché il rap? “Cause hip-hop, rap music, it’s real. It’s musical, cultural expression based on reality” Diceva il rapper Guru nell’introduzione del suo disco “Jazzmatazz vol.1” . Quindi il jazz è un espressione culturale basata sulla realtà, ma anche un espressione di una cultura popolare nata nelle periferie delle metropoli americane. Ed ecco che il filo rosso che  collega il Rap al progetto Ortica Memoria  inizia a farsi evidente. Il legame con la cultura popolare, il valorizzare i tesori che si nascondono nelle periferie, raccontare il microcosmo di un quartiere e di una città travalicando al tempo stesso i confini del tempo e dello spazio. Perché è innegabile che l’hip hop è stata una delle più grandi innovazioni musicali del Novecento, ed è altrettanto vero che è lo stile musicale che unisce i giovani di ogni nazione. E, in aggiunta a tutto ciò, il rap è stato la colonna sonora di chi negli anni ’90 del secolo scorso veniva qui, in Ortica, per colorare i grigi muri delle lunghe massicciate ferroviarie con grandi graffiti colorati,  per portare un po’ di bellezza in periferia, missione che Or.Me ha fatto sua.

Ed è da questi presupposti che è nato questo Murale che omaggia gli artisti rap e trap di questi anni. Sono molti, infatti, i rapper che hanno fatto di Milano la loro casa: tutti, a modo loro, vi hanno lasciato il segno e l’hanno messa in rima, contribuendo alla nascita e all’esplosione del rap, fino alle sue più recenti inflessioni pop e trap.

L’opera si contraddistingue per una scelta stilistica ben definita. Le numerose sezioni, ognuna con un codice colore e un livello di dettaglio differente, fanno sì che si crei un’interazione tra la parete e il soggetto: ecco quindi che a seconda della posizione e della distanza dalla superficie, l’osservatore crea un “dialogo” con la parete, che muta ed evolve muovendosi nello spazio, come suggerisce il titolo stesso dell’opera. La palette di colori scelta è viva e contemporanea, per dare all’opera una caratterizzazione più moderna, in linea con la storia e l’evoluzione dei personaggi iconici ritratti.

Il muro, insieme a tutto il progetto Or.Me, è stato tra i vincitori del Bando Segnali d’Italia Chiama Milano, la campagna ideata e promossa da IGPDecaux, patrocinata dal Comune di Milano, in collaborazione con Corriere della Sera, Edison, ViacomCBS Italia con MTV e Fondazione Italiana Accenture che finanzia le migliori iniziative di rigenerazione urbana, innovazione sociale e street art

Nello specifico, MTV, iconico brand di ViacomCBS Italia, ha scelto di contribuire alla realizzazione dell’opera in quanto esemplificativa del proprio impegno decennale al fianco delle nuove generazioni, capaci di esprimere attraverso la propria creatività nuove possibilità di trasformazione della società, a partire dai contesti urbani in cui si trovano. Motore del cambiamento, quindi, può e deve essere la volontà di soggetti diversi di investire sui giovani e di supportarli nel dare forma alla loro idea di città, a partire da modelli culturali positivi che hanno trovato nella musica una potente forma espressiva. Il progetto è arrivato, inoltre, in contemporanea con il lancio su MTV di YO! MTV Raps, produzione italiana dello storco format internazionale.

E rappresenta:

Rkomi, pseudonimo di Mirko Manuele Martorana nato a Milano il 19 aprile 1994,  nel quartiere popolare di Calvairate, facente parte del Municipio 4, a pochi passi dall’Ortica, si è presto proposto come esponente dell’indie rap. Nella sua musica propone spunti autobiografici, sfruttando la resilienza come tema chiave delle sue canzoni. Il disco Io in terra è stato spesso preso in considerazione come esempio di hip hop influenzato dai generi prog, funk ed altri, per via delle basi originali ed innovative (oltre alla batteria, compaiono il basso elettrico, la chitarra e la tromba). Con Ossigeno – EP, l’artista ha cominciato ad approcciare una versione più funk e pop del rap, stabilendo una nuova dimensione musicale con l’album Dove gli occhi non arrivano, caratterizzato da sonorità e compartecipazioni puramente pop.

Marracash, pseudonimo di Fabio Bartolo Rizzo, nasce a Nicosia in Sicilia,, il  22 maggio 1979, da madre bidella e da padre camionista. Successivamente la famiglia si è trasferita a Milano nel quartiere periferico della Barona. Fino all’età di dieci anni ha vissuto in una casa di ringhiera di via Bramante, per un periodo in un monolocale che il padre condivideva con cinque colleghi e, in seguito, con la madre in un modesto appartamento dello stesso stabile. Ottenuto il diploma di perito elettronico, Rizzo incide le sue prime strofe sotto lo pseudonimo di Juza delle Nuvole, comparendo nel demo del 1999 The Royal Rumble di Prodigio, a fianco di Jake La Furia, Gué Pequeno, Vincenzo da Via Anfossi e Dargen D’Amico. Il nome d’arte Marracash viene adottato definitivamente dall’artista perché da piccolo, essendo siciliano e avendo il viso ben marcato, gli altri bambini lo chiamavano «marocchino». È affetto da una forma non grave di disturbo bipolare, uno dei temi più ricorrenti nei suoi brani. Ha esordito ufficialmente nel 2005 con il mixtape autoprodotto Roccia Music I, il quale ha visto la partecipazione del collettivo Dogo Gang e di altri artisti appartenenti alla scena hip hop italiana. Il mixtape ha ottenuto un riscontro significativo nell’underground e lo ha portato alla firma di un contratto discografico con la Universal Music Group, con la quale nel 2008 ha pubblicato il primo album solista, l’omonimo Marracash. Nel 2013 ha fondato insieme al produttore Shablo l’etichetta discografica indipendente Roccia Music, la quale vede coinvolte figure affermate e nuove leve del rap, produttori e DJ.

Sfera Ebbasta, pseudonimo di Gionata Boschetti, nato a Sesto San Giovanni il 7 dicembre 1992. I suoi genitori si separarono due anni dopo (il padre morì successivamente nel 2006). Durante la sua infanzia crebbe principalmente a Cinisello Balsamo. Fu bocciato una volta in prima media e si ritirò da scuola durante il primo anno di liceo. Dopo il ritiro da scuola provò a lavorare come elettricista e fattorino per la consegna delle pizze. Ha iniziato la propria attività musicale caricando video su YouTube tra il 2011 e il 2012 senza riscuotere alcun successo. In questo periodo ha conosciuto il produttore Charlie Charles, in occasione di una festa di Hip Hop TV. Forma così il collettivo Billion Headz Money Gang, meglio conosciuto con l’acronimo BHMG. L’11 giugno 2015 fa il suo esordio con l’album XDVR, realizzato insieme al produttore Charlie Charles e composto da alcuni dei brani pubblicati nei mesi precedenti e altri inediti. Uscito inizialmente per il download gratuito, l’album viene ripubblicato in versione reloaded il 23 novembre attraverso la Roccia Music, etichetta discografica indipendente di Marracash e Shablo, e distribuito nei circuiti di vendita nazionali. Il 9 settembre 2016 il rapper pubblica il suo primo album in studio da solista, l’omonimo Sfera Ebbasta,distribuito dalla major discografica Universal (in collaborazione con Def Jam) e anticipato dai singoli BRNBQ (certificato disco d’oro per le oltre 25.000 copie vendute),Cartine Cartier e Figli di papà, quest’ultimo certificato disco di platino per aver venduto più di 50.000 copie.

Ghali Amdouni, noto semplicemente come Ghali nato a Milano il 21 maggio 1993 da genitori tunisini, ha sempre vissuto nel capoluogo lombardo, trascorrendo buona parte della sua infanzia a Baggio, quartiere della periferia milanese. Ha iniziato ad avvicinarsi all’hip hop utilizzando lo pseudonimo Fobia, mutato successivamente in Ghali Foh. Nel 2011 ha fondato i Troupe D’Elite, gruppo nel quale erano presenti anche il rapper Er Nyah (ora conosciuto come Ernia), la cantante Maite e il produttore Fonzie (ora conosciuto come Fawzi). Nello stesso anno riceve una chiamata dal rapper Gué Pequeno, che lo mette sotto contratto nella sua etichetta Tanta Roba. Con il tempo si fa conoscere anche grazie a Fedez, accompagnandolo nel suo tour. Nel luglio del 2013 Ghali pubblica il mixtape Leader, collaborando con artisti quali Sfera Ebbasta, Maruego ed altri. Un anno dopo i Troupe D’Elite rescindono il contratto con la Tanta Roba e pubblicano l’album Il mio giorno preferito come artisti indipendenti, in download gratuito sulla piattaforma Honiro.  Dal 2014 al 2016 pubblica una serie di singoli accompagnati da videoclip sul proprio canale YouTube, grazie ai quali ottiene popolarità e che vengono poi inseriti nella raccolta Lunga vita a Sto, pubblicato il 24 novembre 2017. Nel 2015 cambia inoltre il proprio nome d’arte in Ghali. Nel 2016 Ghali ha fondato la propria etichetta discografica Sto Records, con l’obiettivo di pubblicare il proprio materiale da solista. Il 14 ottobre dello stesso anno ha pubblicato attraverso Spotify il singolo Ninna nanna, con il quale ha stabilito nuovi record di streaming in Italia, ottenendo il più alto numero di ascolti nel primo giorno.

Club Dogo sono un gruppo musicale hip hop, formatosi a Milano nel 2002. Composto da Jake La Furia (pseudonimo di Francesco Vigorelli, Milano, 25 febbraio 1979), Gué Pequeno (pseudonimo di Cosimo Fini, Milano, 25 dicembre 1980) e Don Joe (pseudonimo di Luigi Florio , Milano, 15 maggio 1975). Il gruppo si forma sulle ceneri delle Sacre Scritture gruppo nato dall’amicizia tra Gué Pequeno e Dargen D’Amico, compagni di scuola e scrittura, a cui poi si unisce il writer ed MC Jake La Furia. Il frontman, per il suo carisma, è Dargen D’Amico, a cui gli altri due artisti riconosceranno sempre un certo merito nella loro crescita artistica iniziale. Dopo l’esperienza delle Sacre Scuole, Jake La Furia e Gué Pequeno si uniscono con Don Joe, formando un nuovo gruppo denominato Club Dogo. Il nome deriva dal Dogo argentino, razza canina particolarmente adatta alla caccia. L’esordio indipendente è costituito da “Mi fist”, LP pubblicato nel 2003 in pieno regime di autoproduzione. La produzione musicale è affidata a Don Joe, le collaborazioni a Dargen D’Amico, Aken e Issam Lamaislam, MC della Porzione Massiccia Crew di Bologna. Il successo di Mi fist è tale che viene ristampato nel 2004 dall’etichetta Vibrarecords. Successivamente il disco e il gruppo vengono premiati all’MC Giaime 2004 dove ricevono il premio come Miglior Album e Miglior Artista/Gruppo.

Gli Articolo 31 sono un gruppo musicale hip hop italiano, formatosi a Milano nel 1990 e composto da J-Ax (pseudonimo di Alessandro Aleotti, Milano 5 agosto 1972) e DJ Jad (pseudonimo di Vito Luca Perrini, Bollate 27 dicembre 1966). J-Ax e DJ Jad, rispettivamente rapper e disc jockey, si conobbero nel 1990 a Milano, ad una festa hip hop. Nello stesso anno decisero di formare un gruppo musicale e di chiamarlo “Articolo 31” in riferimento alla famigerata Section 31 del Broadcasting Authority Act, una legge emanata dal parlamento irlandese nel 1976 in seguito ai disordini in Irlanda del Nord, che costituiva una seria minaccia alla libertà di espressione in quel paese. Hanno avuto un successo notevole sia in Italia che all’estero, riproponendo in italiano, soprattutto negli anni novanta, i caratteri distintivi del loro genere di allora, come il freestyle e il campionamento di noti ritornelli. Nel 1994 hanno fondato la Spaghetti Funk e dagli anni duemila, subito dopo aver pubblicato Greatest Hits, hanno svoltato verso sonorità più pop assumendo un cantato più melodico e perdendo parzialmente le sonorità hip hop. Nel 2006, dopo aver pubblicato nove album, il duo ha intrapreso una sorta di “pausa di riflessione” durante la quale i due hanno avviato carriere soliste. La pausa è stata interrotta nel 2018, quando J-Ax ha annunciato che durante le cinque date presso il Fabrique di Milano (atte a celebrare i suoi 25 anni di carriera) avrebbe fatto parte anche DJ Jad, riunendo così gli Articolo 31. In seguito al tutto esaurito per ogni data, le date sono poi diventate 10 totali.

Emis Killa, pseudonimo di Emiliano Rudolf Giambelli  è nato a Vimercate il 14 novembre 1989. Il padre, originario di Vimercate, faceva il musicista suonando il pianoforte in gruppi brianzoli. Dopo le scuole medie in paese, il rapper ha frequentato un istituto tecnico e successivamente un alberghiero senza ottenere il diploma, in quanto ha abbandonato in anticipo gli studi per iniziare a lavorare, tra le altre cose come muratore. Alla fine si è dedicato alla musica, principalmente al freestyle. In quel periodo, Emiliano Rudolf veniva chiamato Emilietto (o Emilietto lo zarro). Successivamente nel 2007 mentre partecipava al contest di freestyle Tecniche Perfette, dove risulta vincitore, adotta il nome di Emis Killa:«Il soprannome Emis arriva dall’epoca in cui facevo i graffiti, Emi era il diminutivo di Emiliano che è il mio nome e la “s” era una bella lettera. Killa, dallo slang americano, sta per killer, perché avevo vinto tutti i concorsi di freestyle.» Il 24 gennaio 2012 pubblica l’album di debutto L’erba cattiva, che debutta alla quinta posizione della classifica italiana degli album, rimanendo in classifica per oltre un anno, e nella top 20 per i primi 3 mesi. All’album hanno collaborato vari artisti della scena hip hop italiana, come Fabri Fibra, Gué Pequeno, Tormento e Marracash. Dopo 16 settimane dall’uscita, il disco è ritornato nella top 10 dei dischi più venduti salendo fino al quarta posizione, il punto più alto raggiunto dall’album.